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ESSERE SE STESSI

ESSERE SE STESSI



autore: Osho
editore: Giunti Demetra
pagine: 128
codice: L 161

“Dovrebbe essere la cosa più facile del mondo, ma non lo è. Per essere se stessi non si deve fare nulla: lo si è già. Ma posso capire il problema: nasce perché la società corrompe chiunque.” Osho

Il commento di Osho ai canti di Kabir – il più famoso di tutti i poeti mistici di lingua hindi, una delle voci più autentiche dello spirito indiano – ce ne restituisce, dopo secoli, la strabiliante attualità. Un misticismo naturale basato sulla libertà da compromessi, da rituali e da appartenenze; una voce limpida che ci scuote dall’ottusità di qualsiasi ortodossia e ci spinge a un percorso di maturazione e a un confronto personale, passionale, totalizzante e diretto con la realtà, fuori e dentro di noi... così da abbandonare qualsiasi finzione!


Dal libro

Evoluzione
L’uomo moderno è sulla vetta di una montagna immensa, è sulla cima dell’Everest: ecco perché esiste tanta trepidazione, tanta angoscia, tanta ansia; se cade, l’uomo moderno precipiterà in modo rovinoso.

Innocenza
Puoi vedere negli occhi di un saggio la stessa purezza che percepisci nello sguardo di una mucca; ma una mucca resta una mucca, e un saggio è un saggio. La sua innocenza non è inconscia, la sua innocenza è ricolma di consapevolezza: è innocente perché è consapevole, laddove la mucca è innocente perché non è cosciente.

Troppe persone
Semplicemente qui, senza sapere il perché, senza sapere dove stanno andando, da dove stanno venendo, senza conoscere chi sono.
Sopravvivono… certo, si tengono occupate in mille e una cosa, solo per evitare questo vuoto interiore; in questo modo non lo incontrano, non ci si devono confrontare. Se accadesse, sarebbe estremamente scioccante: se ti confronti con il tuo vuoto, con la tua anima non realizzata, sarebbe estremamente difficile anche quel trascinarti.

Legami
Coloro che agiscono in base agli istinti sono soggetti ai vincoli della natura; coloro che vivono in base alla legge sono sottomessi ai vincoli della società. Il fattore decisivo dev’essere la tua consapevolezza spontanea. Devi scrutare in ogni cosa a partire dalla tua consapevolezza – senza fondarti sugli istinti del corpo, né sull’intelletto sociale – devi addentrarti nel tuo essere, con attenzione, totalmente presente e cosciente, e vedere cosa dev’essere fatto, per poi vivere in base a quella comprensione. E quella è la via della trascendenza.

Inferno e paradiso
L’inferno simboleggia la paura, una paura proiettata. Il paradiso simboleggia l’avidità, un’avidità proiettata. Se pensi in termini di paradiso e di inferno, sei lo stesso di sempre, non sei affatto cambiato: una vera persona di comprensione non pensa mai in termini di ricompensa e di punizione; non pensa affatto in un’ottica futura. La sua vita è quieora.

Reverenza
Se riesci a trovare una persona che sta seduta in meditazione ed è sveglia, pienamente all’erta simile a una fiamma – immobile, tranquilla, risoluta – che non è nevroticamente ossessionata da una qualsiasi azione; passiva. Una persona che si limita a godere il proprio essere, che si bea dell’istante, si inebria del quieora… ebbene, intorno a una persona simile sentirai una vibrazione diversa.

Non sei tu
Questo vuol dire diventare consapevoli, attenti, presenti, coscienti: agisci, fai qualsiasi cosa si debba fare; ma ricordi costantemente di non essere tu colui che fa, è il divino ad agire. Tu sei solo un veicolo, sei uno strumento.



€ 6.50



Leggi gli altri commenti (3)Add Comment
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Scritto da Scritto da renzo64, 10 maggio 2010
Ci vuole molto coraggio per essere noi stessi...ma pensateci un attimo!!! questo è scioccante e assurdo che noi per essere noi dobbiamo avere del coraggio, OSHO ha ragione non sappiamo chi siamo veramente, almeno io non so...ma cerco e cercherò fino che vivrò e poi ancora.
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Scritto da Scritto da molly, 10 maggio 2010
E' molto difficile riuscire ad essere quello che si è veramente. Si ha molta paura del giudizio altrui e del rimanere soli se si è se stessi. E' vero che se riuscissimo a vedere dentro di noi vedremmo un vuoto infinito ed un nonsense ma credo che la via dell'amore e della condivisione con l'altro è una via per cominciare ma mi accade di vedere sempre più spesso una scarsa fiducia nell'amicizia e nella condivisione. Sembra che tutti abbiamo paura di tutti e vediamo nell'altro un potenziale nemico per cui vedo una condanna alla solitudine dell'essere umano.
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Scritto da nuanda.pom, 11 maggio 2010
la maggior parte di noi è come il leone che crede di essere una pecora... finché un giorno un altro leone lo conduce sulla sponda di un lago ed egli finalmente RUGGISCE! Adesso sa chi è veramente... e la pecora dov'è finita? Non c'era mai stata!!

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