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YOGA: POTENZA E LIBERTA' |
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autore: Osho editore: Mondadori pagine: 300 codice: L 126 Quarto volume dei commenti di Osho ai Sutra sullo Yoga di Patanjali. Patanjali è un uomo raro, senza pari; con lui, per la prima volta nella storia dell’umanità, la religiosità fu portata a livello di scienza: egli fece della religione una scienza di leggi allo stato puro, senza dogmi né credo. Lo Yoga non è un dogma. Lo Yoga è una scienza pura come la matematica, la fisica o la chimica Ed è un approccio esistenziale. Arriverai alla verità non attraverso la fede, ma attraverso la tua esperienza e la tua realizzazione personale. Quando non ti muovi verso il futuro, né verso il passato, ma cominci a muoverti verso te stesso – poiché il tuo essere è qui-e-ora, e non è nel futuro, tu sei presente qu-ie-ora – allora puoi entrare in questa realtà. Patanjali è da sempre riconosciuto come colui che ha sistematizzato e preservato il patrimonio delle conoscenze yogiche accumulatesi nei secoli che lo precedettero (un sigillo ritrovato nella Valle dell’Indo, a Mohenjo Daro, fa risalire le origini al III millennio avanti Cristo). Queste conoscenze sono condensate in 139 sutra (veri e propri “semi” di consapevolezza) che nei secoli fino a oggi sono stati via via decodificati, senza mai perdere l’essenza e, paradossalmente, rinnovandosi in una perenne attualità. «Un uomo come Patanjali è raro. È un illuminato come il Buddha, Krishna, Cristo, come Mahavira, Maometto, Zarathustra, ma in un certo senso si discosta, in quanto nessuno di loro ebbe un’attitudine scientifica. Furono grandi fondatori di religioni, contribuirono a cambiare in modo radicale i paradigmi del pensiero umano e la struttura della mente, ma il loro non fu un approccio scientifico. Patanjali è come un Einstein nel mondo dei Buddha. È una rarità. Avrebbe potuto facilmente essere un Premio Nobel come Einstein, o Bohr o Max Planck o Heisenberg, poiché ha un tipo di approccio comune alle menti scientifiche più rigorose. Non è un poeta, Krishna è un poeta. Non è un moralista, Mahavira è un moralista. Fondamentalmente Patanjali è uno scienziato che pensa in termini di leggi. È arrivato a dedurre le leggi supreme che reggono l’essere umano e l’intima struttura che regge la mente umana e la realtà. Se segui Patanjali, scoprirai che è esatto come una formula matematica. Fai semplicemente quello che dice, e il risultato seguirà. Il risultato dovrà seguire inevitabilmente, è come la formula: due più due uguale a quattro. È come riscaldare l’acqua fino a cento gradi e vederla evaporare. Non occorre crederci: semplicemente lo fai e constati che è così. Lo Yoga è qualcosa che dev’essere fatto e conosciuto. Per questo dico che Patanjali non ha confronti. Su questa Terra non è mai esistito qualcuno simile a lui.» (Osho nella premessa) Dal libro Contraddittorio È vero, io contraddico ogni singola affermazione, ogni singola parola che dico. Non ho una filosofia da insegnare, piuttosto ho un’esistenza da indicare. Qui non vi viene insegnata alcuna dottrina; non vi viene dato alcun dogma: io non sono un filosofo. Sono contraddittorio così come lo è l’esistenza stessa. Non ho scelta. L’esistenza è contraddittoria: contiene sia il giorno che la notte, l’estate e l’inverno, il diabolico e il divino, contiene tutto. E io non ci sono più, sono al massimo una finestra sull’esistenza: devo essere contraddittorio. Incoerenza Io vi apro a tutto ciò che è la vita. Non scelgo cosa dire, non scelgo ciò che dev’essere insegnato, non faccio scelte: esprimo semplicemente qualsiasi cosa stia accadendo nel momento. Non so cosa dirò nella prossima frase; qualsiasi cosa sia, la esprimerò: non ho un modello prefabbricato, preparato in precedenza. Sono incoerente così come lo è la vita. E la ragione di questa incoerenza è che così non vi aggrappate ad alcun dogma: se io fossi senza contraddizioni, voi vi attacchereste, vi aggrappereste a me. Essere Io non voglio che facciate qualcosa, voglio che siate. Finestra Io sono una semplice finestra: puoi guardare attraverso di me e il trascendente si dischiude. Non guardare la finestra, guardaci attraverso; non guardare la cornice della finestra! E tutte le mie parole sono cornici: semplicemente guardaci attraverso. Dimentica le parole e la cornice… e il cielo, ciò che è oltre, il trascendente sarà presente! Se ti attacchi alla cornice, come farai a spiccare il volo? Ecco perché continuo a demolire le parole, così non ti attacchi alla cornice. Devi spiccare il volo; devi passare attraverso di me, ma devi andare lontano da me. Devi passare attraverso di me, ma devi dimenticarmi completamente. Devi passare attraverso di me, ma non hai bisogno di guardarti indietro: il cielo è sconfinato, ed è lì davanti a te. Io ti do solo un assaggio di quella vastità, quando mi contraddico. Verità Io non vi permetterò di attaccarvi alla cornice, continuerò a demolirla. Questo è il mio modo di spingervi verso l’ignoto. Tutte le parole vengono da ciò che si conosce e tutte le teorie vengono da ciò che è conosciuto. La verità è sconosciuta, e non può essere espressa. E qualsiasi cosa possa essere detta, non potrà mai essere la verità. I bisogni I bisogni sono elementari. Un uomo può vivere una vita semplice e austera e gioirne. Non sono necessari cibi elaborati, per gustare il cibo; serve solo una lingua predisposta al gusto. Il tempo richiesto per riuscire ad avere cibi raffinati ti porterà a perdere la capacità stessa di gustarli: goditeli mentre il momento è presente, goditeli mentre sei ancora vivo. Non sprecare il momento presente e non rimandare mai. Masochisti Finora, Patanjali è sempre stato commentato da masochisti. Laddove, qualsiasi cosa io stia per dire su Patanjali sarà completamente diversa da tutti gli altri commentari: io non sono un masochista, non sono un sadico. Io celebro me stesso e mi piacerebbe che voi partecipaste con me alla festa della vita. Il mio commento a Patanjali sarà fondamentalmente diverso da tutti i precedenti commentari: il mio commento sarà in assoluta sintonia con lui. Accettare Ho accettato l’esistenza e me stesso, e non ho mai avuto alcuna voglia di cambiare me stesso. Inaspettatamente, più io accettavo me stesso, più accettavo l’esistenza e su di me discendevano un profondo silenzio, una beatitudine: in quella beatitudine, la religione è avvenuta in me. Ostacoli Ci sono due modi per uccidere il tuo corpo: uno è quello del masochista che lo tortura, l’altro è quello del ricco che accumula ricchezze e spazzatura. Col tempo, ogni sorta di pattume che accumula diventa un ostacolo ed egli non si può più muovere, non può più vedere, non può più ascoltare, non può più assaporare, non può più sentire gli odori. Austerità Quando Patanjali parla di austerità, vuol dire: “Sii semplice, ma non esercitarti a essere semplice”, perché l’esercizio della semplicità non è semplicità… una vita semplice è una vita frutto di una comprensione profonda, non di una disciplina. Non è una pratica per diventare poveri: puoi praticare la povertà, ma attraverso quella pratica i tuoi sensi si pietrificano. Qualunque tipo di pratica ti indurisce; si perde la leggerezza, si perde la flessibilità. Una vita semplice non è una vita disciplinata e povera. Sensibile Se diventi più complicato, diventi meno sensibile. E meno sensibile sei, più sei lontano dal divino; più diventi sensibile, più gli sei vicino, sempre più vicino: arriva un giorno in cui sei sensibile fino alle radici più profonde del tuo essere; improvvisamente tu non ci sei più, sei solo sensibilità. Non ci sei più, sei solo consapevolezza; a quel punto ogni cosa è bella. Cause ed effetti La morale comune ti insegna solo cambiamenti alla superficie. Patanjali ti sta dando la vera scienza della religione: la radice stessa può essere eliminata. Quando conosci la causa, ogni cosa si risolve. E questa è la causa: mancanza di consapevolezza. Che fare? Non lottare contro il tuo attaccamento… addirittura non combattere neppure contro l’ego: diventa semplicemente sempre più consapevole. Diventa semplicemente sempre più attento, vigile, presente. Ricordatelo sempre di più, e sii sempre più presente: proprio quell’attenzione dissolverà ogni cosa. E nel momento in cui la causa è dissolta, scompare anche l’effetto. Il tempo Il futuro nasce dalla vostra infelicità, non dalla vostra celebrazione. Una persona che partecipa veramente alla festa della vita non ha futuro; vive questo momento, lo vive totalmente… quando il futuro nasce dalla celebrazione, diventa sempre più ricco. Arriva un momento in cui è così totale, così pieno, che il tempo scompare completamente. Il tempo è una necessità della mente infelice. Se sei felice, il tempo non esiste più, scompare. Insicurezza Tu sei in sintonia con l’universo di certezze dell’ego, per quanto falsa ogni cosa sembra essere perfettamente a posto. Hai bisogno di un piccolo aggiustamento di sintonia con l’incertezza dell’esistenza. L’esistenza è incerta, insicura, pericolosa. È flusso: cose che si muovono, cambiano. È un mondo strano, fattelo amico. Fatti un po’ di coraggio e non guardare indietro, guarda avanti e ben presto l’incertezza stessa diventerà una cosa bella, l’insicurezza stessa diventerà bella. In realtà solo l’insicurezza è bella, perché è vita. Naturale Questo è il mio atteggiamento rispetto a ogni cosa: non combattere contro ciò che è inferiore, prega per ciò che è superiore. Lavora per il superiore e ignora l’inferiore: se inizi a combattere l’inferiore, dovrai conviverci; non potrai spostarti da lì. Sii naturale, cosicché la natura non ti dia disturbo e tu venga lasciato libero di elevarti. Disponibili anche gli altri volumi "Yoga la Scienza dell'Anima", "Yoga per il Corpo, la Mente e lo Spirito", "Yoga della Comprensione Interiore", "Yoga: il Respiro dell'Infinito". | |||||
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