Nuova serie: Human Design e Relazione - 9
Nuova serie: Human Design e Relazione - 9
L'alchimia delle linee - PARTE 1
Un articolo di MARGA

Nello Human Design esiste un altro elemento direttamente connesso alle relazioni: il livello di armonia e risonanza tra le Linee delle diverse Porte. Questo si esprime attraverso la natura duale delle Linee delle diverse Porte all’interno dei Canali, attraverso gli elettromagnetici e altre forme di connessione in una carta composita e, soprattutto, attraverso il confronto tra i Profili, uno degli elementi fondamentali di una carta dello Human Design.
Ma prima di poter esplorare questa affascinante dimensione delle dinamiche relazionali, dobbiamo fare una breve digressione e tornare alla fonte: l’antico Libro dei Mutamenti cinese attraverso i 64 esagrammi dell’I Ching, che costituiscono la radice sulla quale si basano le 64 Porte dello Human Design e i 64 Gene Keys.
Per così dire, ogni Porta nella nostra carta corporea e nelle carte composite prende il proprio numero dal numero degli esagrammi dell’I Ching. Per esempio, l’Esagramma 1, Ch’ien, Il Cielo, o Il Creativo, diventa la Porta 1, Creatività. E così via fino alla Porta 64. Lo stesso vale per i 64 Gene Keys, nei quali Richard Rudd ha stratificato i molteplici significati dei 64 esagrammi in tre frequenze: Ombra, Dono e Siddhi. L’Esagramma 1 diventa così: Entropia, Freschezza, Bellezza.
L’I Ching e la struttura delle Linee
L’I Ching, o Libro dei Mutamenti, è uno dei grandi testi classici della cultura cinese. Al suo centro si trova il principio del cambiamento e della trasformazione, espresso attraverso un sistema di 64 esagrammi.
Ogni esagramma è composto da sei Linee e le Linee hanno due forme fondamentali: la Linea solida, associata allo Yang, e la Linea tenera, associata allo Yin. Tre Linee formano un trigramma e ogni esagramma è una configurazione di sei Linee composta da due trigrammi.
Gli otto trigrammi sono tradizionalmente associati al Cielo, alla Terra, al Tuono, al Vento, all’Acqua, al Fuoco, al Monte e al Lago. Le loro combinazioni creano i 64 esagrammi che costituiscono la struttura centrale dell’I Ching.
L’I Ching ebbe origine come sistema divinatorio e, nel corso dei secoli, si sviluppò in un più ampio sistema filosofico e morale. I commentari tradizionalmente attribuiti a Confucio contribuirono in larga misura a questo sviluppo, estendendo l’interpretazione degli esagrammi alle questioni della condotta umana, dei principi etici, della coltivazione di sé e del modo in cui una persona saggia deve comportarsi.
L’opera ebbe una particolare influenza in Occidente all’inizio del ventesimo secolo attraverso la traduzione tedesca di Richard Wilhelm, per la quale Carl Gustav Jung scrisse la prefazione. Jung aveva un profondo interesse verso la concezione dell’I Ching delle corrispondenze significative tra eventi interiori ed esteriori, e questo contribuì a portare il testo a un pubblico occidentale più ampio.
Le Linee nell’I Ching
Per comprendere il significato delle Linee, dobbiamo partire dalla loro funzione all’interno dell’I Ching.
Come abbiamo detto, la Linea, yáo, è l’unità fondamentale attraverso la quale sono costruiti gli esagrammi e le sei Linee, organizzate in due trigrammi, costituiscono la struttura ordinata nella quale ogni posizione partecipa alla configurazione complessiva dell’esagramma.
La numerazione procede sempre dal basso verso l’alto. La prima Linea occupa quindi la base dell’esagramma, mentre la sesta occupa la posizione più alta. Le prime tre Linee costituiscono il trigramma inferiore e le ultime tre quello superiore. Il movimento dal basso verso l’alto appartiene alla struttura stessa dell’esagramma e stabilisce la sequenza attraverso la quale le sei posizioni si rapportano l’una all’altra.
Anche la distinzione tra posizioni pari e dispari appartiene alla struttura tradizionale dell’I Ching. Le posizioni dispari — prima, terza e quinta — sono associate allo Yang; le posizioni pari — seconda, quarta e sesta — allo Yin. Da questo deriva il principio della correttezza della posizione: una Linea Yang collocata in una posizione dispari e una Linea Yin collocata in una posizione pari esprimono una corrispondenza tra la polarità della Linea e la natura della sua posizione. Questa relazione è uno degli elementi attraverso i quali si interpreta la struttura dell’esagramma.
Ogni posizione possiede inoltre una funzione specifica all’interno dei due trigrammi. La seconda e la quinta posizione sono le posizioni centrali dei rispettivi trigrammi e rivestono una particolare importanza nella tradizione interpretativa. La quinta posizione, in particolare, è associata alla posizione centrale e autorevole dell’esagramma.
Le sei posizioni formano quindi una sequenza ordinata nella quale ogni Linea acquisisce il proprio significato attraverso il posto che occupa all’interno della configurazione più ampia.
Questa struttura è fondamentale perché ogni esagramma possiede un testo generale e, allo stesso tempo, un testo specifico per ciascuna delle sue sei Linee. I testi delle Linee, noti come yáocí, sono parte integrante dell’I Ching: la posizione di una Linea è una componente del significato dell’esagramma.
Il fondamento dal quale ci accostiamo alle Linee è dunque la relazione tra la polarità di Yin e Yang, la sua posizione all’interno dell’esagramma e il processo espresso dall’intera configurazione.
Esagramma 10 — Il Procedere
Questo ci porta al punto in cui le sei posizioni delle Linee acquisiscono un’ulteriore dimensione di significato all’interno del sistema dello Human Design.
Ra Uru Hu derivò la descrizione delle Linee dello Human Design dall’Esagramma 10, Il Procedere, collegandola esplicitamente a sei diversi comportamenti e modi di affrontare la vita.
L’Esagramma 10 — Il Procedere costituisce il riferimento fondamentale dal quale derivano le sei qualità delle Linee dello Human Design e i loro nomi. La sua immagine è quella di chi si avvicina con cautela a qualcosa di potente e potenzialmente pericoloso. Il tema essenziale è il modo in cui ci comportiamo quando entriamo in stretto contatto con una forza più grande di noi:
“Procedere sulla coda della tigre. Essa non morde l’uomo. Riuscita.”
Le sei Linee dell’Esagramma 10 descrivono sei diverse espressioni della condotta:
Linea 1 — Condotta semplice
Procedere semplice, progredire senza macchia.
La prima Linea comincia dalla semplicità. Non c’è bisogno di mettersi in mostra né di complicare la situazione. Si procede naturalmente, seguendo un percorso diretto.
Linea 2 — Procedere sulla via semplice, piana
La perseveranza di un uomo oscuro reca salute.
Il cammino qui è aperto e piano. Una persona solitaria rimane interiormente tranquilla e indipendente, senza lasciarsi turbare da ciò che accade intorno a lei. La stabilità nasce dal rimanere centrati.
Linea 3 — Un orbo sa vedere, uno sciancato sa procedere
Egli procede sulla coda della tigre. Questa morde l’uomo, sciagura. Un guerriero agisce così per il suo grande principe.
Questa è la Linea critica dell’esagramma. La persona possiede capacità limitate, ma agisce come se fossero sufficienti. Il pericolo nasce dalla discrepanza tra le proprie capacità effettive e la situazione che si sceglie di affrontare.
Linea 4 — Egli procede sulla coda della tigre
Prudenza e circospezione conducono infine alla salute.
Qui esiste la consapevolezza del pericolo. La paura diventa una forma di vigilanza anziché di paralisi. Poiché la persona riconosce la situazione per ciò che è, può procedere con cautela e raggiungere un esito favorevole.
Linea 5 — Procedere deciso
Perseveranza con coscienza del pericolo.
Questa Linea porta determinazione e autorità, ma il pericolo rimane. La fermezza non elimina il rischio insito nella situazione. La capacità di agire con decisione deve continuare a essere accompagnata dalla consapevolezza.
Linea 6 — Guarda il tuo procedere ed esamina i segni favorevoli
Se tutto è perfetto, viene sublime salute.
Alla fine del cammino, l’intero corso della propria condotta può essere osservato e valutato. L’ultima Linea guarda indietro al percorso che è stato compiuto e ne riconosce l’esito. Il compimento porta la possibilità di una grande buona fortuna.
Dalle Linee dell’I Ching alle Linee dello Human Design
È da questo fondamento che lo Human Design sviluppa la propria interpretazione delle sei posizioni delle Linee.
Le sei Linee diventano sei distinte espressioni archetipiche:
Linea 1 — Investigatore
La prima Linea cerca una base solida attraverso l’indagine, la ricerca e la comprensione. Il suo movimento è diretto verso la profondità e la sicurezza attraverso la conoscenza.
Linea 2 — Eremita
La seconda Linea possiede una qualità naturale. Ha un talento innato che può emergere spontaneamente e spesso richiede periodi di ritiro e solitudine.
Linea 3 — Martire
La terza Linea apprende attraverso l’esperienza diretta. Il suo percorso comprende sperimentazione, scoperta, adattamento e la saggezza che nasce dall’esperienza vissuta.
Linea 4 — Opportunista
La quarta Linea opera attraverso le relazioni, l’influenza e la propria rete immediata. Le sue opportunità nascono dalle persone e dalle connessioni che formano il suo ambiente sociale.
Linea 5 — Eretico
La quinta Linea possiede una qualità universalizzante. Gli altri possono proiettare su di essa delle aspettative, mentre essa ha la capacità di offrire soluzioni pratiche e di esercitare influenza su un campo più ampio.
Linea 6 — Modello di ruolo
La sesta Linea si sviluppa attraverso un processo più lungo di osservazione, maturazione, prospettiva e incarnazione. Alla fine esprime ciò che può essere appreso attraverso l’esperienza vissuta e integrato nel proprio modo di essere.
Questi sei nomi e queste qualità sono entrati a far parte del linguaggio tradizionale dello Human Design relativo alle Linee e ai Profili. Il loro sviluppo è proseguito attraverso il lavoro di diversi insegnanti e scuole di Human Design.
Un riferimento particolarmente importante è Chetan Parkyn e l’Human Design Evolutivo, che colloca le Linee e i Profili all’interno di una prospettiva evolutiva dello Human Design. È questa la corrente dello Human Design nella quale colloco anche il mio lavoro: un approccio che considera lo Human Design uno strumento per l’evoluzione, la consapevolezza e lo sviluppo del potenziale individuale.
All’interno di questa prospettiva evolutiva, gli archetipi delle Linee possono essere esplorati con maggiore flessibilità e profondità. La nomenclatura diventa un linguaggio attraverso il quale possiamo riconoscere schemi di esperienza e sviluppo anziché un sistema fisso di definizioni che limita l’individuo.
Il lavoro di Chetan Parkyn, insieme all’ampio sviluppo delle Linee nel Gene Keys e ai contributi di altri approcci evolutivi allo Human Design, ha aperto un campo sempre più ricco per la comprensione di questi sei archetipi fondamentali.
Le Linee sono uno dei modi più potenti attraverso i quali entriamo in relazione gli uni con gli altri: attraverso di esse ci attraiamo o ci respingiamo, ci comprendiamo oppure non riusciamo a comprenderci. Si incontrano all’interno dei Canali, dei Profili, delle carte individuali e del campo composito creato tra due o più persone. La loro interazione crea schemi di risonanza, attrazione, tensione, complementarità e apprendimento.
È qui che comincia la vera alchimia delle Linee.
Nella Parte 2 entreremo nel dettaglio di come queste relazioni tra le Linee si esprimono all’interno dello Human Design e di come possiamo leggerle nelle carte individuali e composite.
Fonti
• Richard Wilhelm, I Ching, il libro dei mutamenti, edizione italiana Adelphi
• Chetan Parkyn, Il Libro delle Linee, Edizioni Terra Nuova
• Ra Uru Hu, The Line Companion
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A cura di Marga Eleonora Scroppo, Astrologa, Guida Gene Keys e Consulente di Human Design – margajee@gmail.com – 0091 9503332918
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TUTTI GLI ARTICOLI GIA' USCITI:
01 - La Carta Composita come Campo Energetico Relazionale
02 - Carta Composita e canali di coppia
03 - I canali di coppia ideali - Parte 1
04 - I canali di coppia ideali - Parte 2
05 - Il valore relazionale dei circuiti dello Human Design - Parte 1
06 - Il valore relazionale dei circuiti dello Human Design - Parte 2
07 - Il valore relazionale dei circuiti dello Human Design - Parte 3
09 - L'alchimia delle linee - parte 1
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